Biografia
Cristiano Sias è nato il 5 settembre del 1954 a Ghilarza (Or), nella Sardegna centro-orientale. Ha vissuto a Sassari e Cagliari, poi a  Genova, Torino, Milano, Roma e ancora Torino. Dopo una lunga permanenza in Francia, accanto a quel mare che lo accompagna sovente nella sua poesia, si trasferisce in Liguria. Qui ritrova il legame affettivo con la terra d'origine e prende coscienza della sua poetica. La sua poesia armonizza il passato e il futuro con le esperienze vissute, senza mai smettere di comunicare la semplicità e l'ironia della  quotidiana ricerca del meglio. Netwriter, informatico e studioso, poeta e critico letterario, ha ricevuto importanti riconoscimenti. Ha pubblicato le raccolte "La nostra spiaggia", "Bianca e Nero" e "Sogni Reali" con pseudonimo Se Es. Di recente ha pubblicato "Le più belle poesie d'amore" e "Pesi sospesi". In linea col suo carattere solitario non ama molto parlare di sé, al di fuori della poesia. Altre notizie sono reperibili sul Web o per esempio in questa pagina.
Ghilarza - un paese, tre culture di C.Sias

Se avete cliccato sull'immagine della Sardegna, sapete già che Ghilarza, dove sono nato, è un paese davvero speciale: situato in un territorio centrale indefinito - tanto da considerarsi quasi una zona neutra - possiede, come tutto il suo contado, una lingua che è tra le più ricche e antiche della Sardegna. Era il capoluogo di mandamento più settentrionale della vecchia provincia di Cagliari (oggi si trova in quella di  Oristano) che confinava con quella di Sassari (oggi di Nuoro). Non fa parte né del Logudoro, né del Marghine, né di nessun'altra delle regioni confinanti. Non ha regione d'appartenenza.  Il suo territorio è semplicemente chiamato: "il ghilarzese".
Il "parlare campidanese" lì termina e comincia quello logudorese. Il tutto con una dolcezza d'accento che lo differenzia dai due e ancor più dal vicino barbaricino. E' pertanto il punto d'incontro di tre lingue e tre culture. Nei suoi ampi spazi, in quella realtà aperta, imparai a "comunicare". A Ghilarza colsi i primi attimi di libertà; e fu proprio lì, nel cortile della vecchia casa di famiglia, che scrissi la mia prima timida poesia, seduto sulla pietra davanti alla vecchia cantina di vini e formaggi del nonno: sembrava un luogo eterno, io lo chiamavo la cantina dell'istante...   (continua)
 
   
 
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